Genesi è il titolo della doppia personale di Salvatore Cammilleri e Federica Zianni che Borghini Arte Contemporanea inaugura martedì 15 giugno, a cura di Francesca Nesteri e Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci.

La prima parte del percorso espositivo ospita le opere luminose di Salvatore Cammilleri, nelle quali la luce lascia emergere le forme dal buio catturando lo sguardo dell’osservatore. Il tema centrale del lavoro dell’artista è il simbolo della genesi per eccellenza: l’uovo. Considerato una forma archetipica della nascita e della perfezione per la sua forma ovale e per il suo colore purissimo, l’uovo contiene e protegge la vita al suo interno, ma è anche fragile e delicato. La riflessione, dunque, si sposta sulla precarietà della vita e sulla costante alternanza di nascita e morte. “Il simbolismo dell’uovo è, per volontà dell’artista, metafora dell’uomo e della sua caducità. Egli ha invertito il significato iconografico dell’uovo – vita, convertendolo in rappresentazione dell’uovo fritto come simbolo di morte.” (Francesca Nesteri)

La narrazione di Federica Zianni avviene con un linguaggio artistico differente perché non è la luce a determinare la forma, ma è la superfice modellata e specchiata che gioca con l’illuminazione. Nelle sue opere la materia “[…] diviene matura e crescente nelle mani dell’artista, che si forgia nella forza dei materiali, che vive nei suoi colori sgargianti, che si ripete nei movimenti o che si sovrappone, alimentandosi e rigenerandosi continuamente.” (Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci). Le sculture di Federica Zianni sono forme piene, bozzoli che rimandano all’idea della vita e, attraverso la metamorfosi, alla trasformazione. La magia della nascita è immediatamente negata dai materiali usati nelle sue opere, che non sono mai organici ma artificiali (ad esempio resine e lacci emostatici). La natura dell’uomo è duplice: egli è parte della realtà e al tempo stesso la manipola, dà la vita e contemporaneamente porta distruzione.